sono un attimo sconvolta dalla notizia sul NYtimes di un poveretto che è morto calpestato dalla folla che voleva entrare in un Wal-Mart per gli acquisti natalizi. Il Black Friday, ovvero il giorno dopo Thanks Giving che è anche il giorno dei maggiori acquisti delle vacanze natalizie -ha una qualifica che in questo caso calza a pennello.
La domanda vera, a rettifica del titolo, è un'altra: come si fa ad aspettare una notte al freddo nel mezzo di una folla che cresce, che si agita, che spinge, per poi sfondare una vetrata e camminare su una persona? Immagino (io evito le folle come la peste) che una volta che ci sei dentro ad una folla simile, non puoi fare altro che camminare, spingere e fare di tutto per non cadere e finire a tua volta calpestato. Ma facciamo un passo indietro, prima, ore prima che la folla ti chiuda dentro e ti costringa al volere della massa, una persona normale dovrebbe essere capace di valutare che la situazione si sta facendo a dir poco assurda, no? dovrebbe avere quella sensazione - a me familiare - che ci sia qualcosa di anomalo e di surreale, che la situazione stia sfuggendo alla logica delle cose giuste. Cerco di capire quando, nella tempistica di un evento simile, uno valichi il momento di non ritorno, dove la possibilità di uscita finisce e dove il giudizio che può risparmiarci di vivere in prima persona tale orribile circostanza venga meno, e a che punto, avendo perso l'occasione di defilarsi, uno si trovi inevitabilmente schiavo del volere irrazionale della folla che bovinamente si muove e tutto calpesta.
Incluso un povero 34enne dal nome esotico assunto per l'occasione. La perfetta vittima senza volto, nome e senza lavoro fisso. LA vittima usa e getta per dirla com'è.
Lo sconforto per questo triste accaduto si aggiunge alla notizia che da certi studi fatti pare che quest'anno la gente abbia acquistato di più che negli anni passati. Non riesco a decidere se questo sia segno di ottimismo e di volontà a ripristinare il paese economicamente, oppure di incoscienza scellerata. Questa notizia si aggiunge a quella che scopre che le madri sono disposte a sacrificare i propri acquisti personali per i regali dei piccoli - hanno scoperto l'acqua calda a mio avviso - ma a me viene in mente quella canzone antica che diceva "per la tua piccolina non compri mai balocchi, mamma tu compri soltanto profumi per te! -
beh erano altre generazioni ovviamente. Quindi niente Botox e chirurgia plastica, iscrizione annuale a palestra e weekend alle terme per comprare ai piccini le ultime Winx o la Playstation3.
La domanda è: quante generazioni ci vorranno per disintossicarci dal consumismo?
Non ho parole per il fatto che oggi il 1 Dicembre ha grandinato in tante perfette perline e ad esse è subito seguito un arcobaleno a mezza vallata, manco fossimo alle Hawaii! Ma la grandine non è un fenomeno da mesi caldi? La pioggia dovrebbe limitarsi a diventare neve a Dicembre, no?
Era tanto che non postavo ma fra il nuovo lavoro al Golf, le olive da raccogliere e spremere (una per una con i piedini... ); i lavori di restauro di una casa che sto seguendo per dei clienti Olandesi - lavori che si sono fermati grazie alle schermaglie private fra architetto e sindaco; e il mio bisogno personale di trovare un ritmo fra la vita precedente, che mi vedeva padrona del mio tempo in toto, e la mia vita presente che mi vide gestire 2 lavori, la casa e gli extra, ecco che ho dovuto scalare le marce un tantino.
Confesso poi di aver anche perso notevole tempo nell'apertura e nel testing della mia sottoscrizione aFaceBook. Ne sentivo parlare da tempo ma come MySpace, non mi attraeva più di tanto. E' stata Ilaria ha tirarmici dentro e a farmi registrare per vedere cosa stava combinando lei, e poi la tentazione di contattare questo e quello è stata come quella della ciliege. In una settimana fra USA e Italia ho accumulato 23 amici, e non mi ci sono nemmeno messa di buzzo buono a trovarli, ma non ci penso nemmeno a entrare in competizione con mio nipote-acquisito Hameed che ne ha 500+, lui è un genio alla CAL POLI e nonostante il tempo che ovviamente passa su FB è riuscito a finire un'anno prima nonostante fosse partito un anno prima! Non proprio nella mia lega!
MA ho da osservare che FB, seppure sia divertente, è leggero e insipido come un wafer alla vaniglia. Non mi piace che per vedere la conversazione con la gente devi andare a scriverla sul loro "muro" (riferimento ai tagging o ai graffiti immagino puramente intenzionale, della serie "ma come siamo hip noi!"); mi scomoda che sui muri si vedano solo i tipi di azione fatti, il che ti obbliga a farti amico degli amici degli amici per poter vedere tutte le porcherie che gli altri scrivono sui muri degli altri.
Il che è totalmente voyeuristico, guardone e peepingtomish!
Tantalizing è il termine che userei se scrivessi il blog in Inglese, termine che denota la qualità tentatrice e stuzzichina di questo. Il sito lo si potrebbe anche definire attizzacazzi come si dice volgarmente da noi, perché ti fa invogliare ma non te la dà lì per lì.. la soddisfazione dicevo, prima devi fare qualcosa per lui... cioè farti amico di tizio e di caio, dei quali non fosse per la tua dannata curiosità non te ne fregherebbe un tubo.
L'altra cosa per me che sono una grafomane, è che non è certo il posto per scrivere. Per abbandonarsi a ricordi e rimembranze, osservazioni e riflessioni rimane solo il blog. Su FB sono sveltine con tutti, una reiterazione del mondo promiscuo in cui ci troviamo, con rapporti veloci e casuali, di quantità se non qualità. Rapporti variegati pieni di regali e poster, immagini scaricate e caricate, associazioni a club e a cause, promozioni, sollecitazioni e stimolazioni rivolte a coloro che ancora non conoscono lo sgargiante mondo di FaceBook.
Per me però questo caleidoscopio che riflette la società che ci circonda e le sue infinite variazioni di immagini e colori, altro non è che uno specchietto con dei pezzetti di vetro all'interno di un tubo di cartone.
PS. Ma che ci scrivete su questo Blog o no? Feedback ragazzi, Feedback, altrimenti che le scrivo a fare 'ste cose?
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lunedì 1 dicembre 2008
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