Ouch!
Quindi mentre parte del cervello arrancava in salita per capire cosa significavano quelle graffe colorate sul monitor l'altra si arrabattava a trovare una soluzione al problema che si era creato - come torno a casa? Menomale che papi aveva un duplicato e quindi durante la pausa fumo gli ho chiesto di portarmela, il che ha significato che alle 12:30 c'era uno strombazzatore forsennato sotto le finestre che ha fatto sapere a tutti i presenti al centro che la sottoscritta non solo arriva tardi agli eventi rompendo le scatole a tutti nel tentativo di raggiungere la sedia in prima fila, ma ha anche un genitore che è impaziente e rumoroso, che smanetta caoticamente perchè venga avvisata sua figlia vociandone nome e cognome perchè non sfugga niente a nessuno. Mi rendo conto quanto è vero che la vita è ciclica e che karmicamente ci sono delle lezioni che ritornano a bastonarti fino a che non impari e trascendi...Sono diventata esattamente il tipo di persona che detestavo al college.
Mestizie a parte ...
Non ho avuto modo di conoscere lo scrittore dell'articolo della traduzione infernale ma ho scoperto che erano in parecchi al centro che ruotavano gli occhi al cielo parlando del linguaggio usato per quel libro, il che mi ha consolato non poco perchè vuol dire che non sono solo io una rompiscatole della miseria, in questo caso avevo un po' di ragione.
Invitata a cena quella sera avevo il direttore del C.I.F.A a destra, Giovanni Marrozzini, il fotografo del cui lavoro inauguravano la mostra, a sinistra, un docente di storia della fotografia davanti, e due persone più il là il Marangoni della Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Mi ero congratulata con il fotografo già prima perchè il suo lavoro è davvero bello. Osservando le ottime stampe (digitali) del servizio sugli emigrati Marchigiani in Argentina mi ero commossa perchè si vedeva che erano fatte con ingegno, creatività, una buona dose di innocente giocosità infantile e tanto cuore. Ci siamo raccontati delle storie a vicenda, di quelle storie con le mani grandi che ti cambiano la vita per intenderci, che ci ha tuffato in un paio di momentini intensi dopo di che ci siamo girati verso i nostri vicini sull'altro lato per alleggerire il mood troppo spesso per un incontro casuale.View Blog
In ogni caso la mostra va vista, se passate da Bibbiena fate un salto al centro e vedetevi le immagini di Marrozzini e di Sergio Carlesso che invece fotografa la mappatura satellitare del Veneto, un progetto concettuale divertente.
Non sono andata alla presentazione del libro al teatro di Bibbiena perchè era dalla mattina che bazzicavo 'sta gente e mi sarei sicuramente addormentata alle chiacchiere che vengono troppo generosamente elargite in questi frangenti. Inoltre mi aspettava una giornata con Hilaire (oops he calls the second after I think his name! scary mental connection!) a montare l'armadio I'CCHE'HA? ma su quella scrivo dopo un post "dedicato".

