Come per il 9/11 sento che questo è un vero giro di pagina, e ho paura nuovamente di venir tradita. Dopo tutto Obama non solo è umano e per quello imperfetto ma è un politico, per cui è inevitabile che in un futuro prossimo mi deluda.
Mi tradisca.
Mi venda al miglior acquirente insieme agli altri elettori che come me aspettavano da tempo uno come lui.
Dopo i secoli di storia che ci tiriamo dietro noi Italiani è inevitabile che uno cessi di credere a qualsiasi promessa fatta da politici di qualsiasi calibro. A questo bisogna aggiungere l'inevitabile fatalismo maturato in tutti coloro che come me hanno raggiunto la soglia degli anta ... o la abbiano passata da un po'.
Noi che appunto negli anni 60 eravamo piccoli, ricordiamo ancora l'effetto da tiro di coca che ci fecero i fratelli Kennedy, --anche loro belli, forti, simpatici, promettenti -- e quanto presto e violentemente siano stati falciati via dalla storia. Insieme alle loro vite vennero recisi gli entusiasmi appena nascenti della nostra generazione rimpiazzandoli con il cinismo e il disinteresse delle generazioni successive.
Forse la perdita dei Kennedy, di Martin Luther King, di Malcom X e di Harvey Milk, ha creato una inibizione alla speranza, una paura di credere e darsi anima e core ad un candidato politico che ci prometta giustizia, equanimità, correttezza, buon governo. Forse questo ci impedisce di credere che ogni tanto vincano anche i buoni.
E forse è per questo che il popolo Americano è un popolo forte, perché nonostante tutto riesce ad innamorarsi dei suoi politici e a credere alle loro promesse, e a buttarsi a corpo morto a lavorare per la realizzazione di questi sogni.
Mi trovo pertanto nello strano predicamento di augurarmi da una parte che non succeda nulla di violento ad Obama, e dall'altra a temere di vederlo cadere di sua propria mano, per sua umana imperfezione. Gli idoli sono destinati a cadere o venire tirati giù dai loro adoratori dopo tutto.
Per ora è quasi perfetto:
- bello e intelligente questo non si discute;
- dall'apparenza sensibile per il modo in cui si relaziona alla moglie, chiamandola miglior amica e amore della sua vita, espansività raramente udite dal podio presidenziale.
- capace di gestire lo stress con forte disciplina personale, come si è potuto constatare dal modo come non ha reagito alle antipatiche sgarbatezze durante i dibattiti di McCain, il quale pareva fare il possibile per farlo scattare con rabbia, così facendo alienando potenziali elettori che temono i neri e la loro probabile vendetta una volta andati al potere.
- umile quanto basta per permettergli di ammettere i suoi errori, pronto ad usare l'esperienza come lezione per il futuro.
- Astuto, perché la campagna elettorale che ha combattuto lo è stata, e se non per merito suo per grazia dei suoi collaboratori di cui lui ha accettato i consigli.
Quindi pensavo di prepararmi un pochino, strofinandomi il cuore su e giù, su e giù con un dito sperando di farci un calletto.
Ma oggi, proprio oggi è presto per le anticipate delusioni, presto per le razionalizzazioni, godiamoci la vittoria, no? Entriamo nella nuova era augurandoci anche che il cambiamento Americano influenzi positivamente a cambiare in meglio anche il nostro sistema politico.
E prima di entrare in un posto nuovo, puliamoci bene le scarpe sullo zerbino....

