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venerdì 23 gennaio 2009

UN PO' DI FOTO

vi dovevo un po' di immagini che solo ora riesco a scaricare....

il piacere all'ascolto della musica di Pearlman e Yo Yo Ma
la gioia
la gente
la regina

Oggi il primo "effettivo" giorno di lavoro per Obama. Ha provveduto subito a limitare i salari per gli impiegati governativi che guadagnano piu' di 100.000 dollari annui, insieme a firmare la legge per la chiusura di Guantanamo entro l'anno 2009. Oltre a quello ha provato subito ad aumentare la trasparenza del governo verso i suoi cittadini invitando un certo numero di cittadini -tirati a sorte "via Internet" - ad una serie di attivita' tenutesi oggi alla Casa Bianca. Oltre a queste la degan di nota l'abolizione dei privilegi che permettevano ai presidenti precedenti (Bush incluso mi auguro) di nascondere i loro incartamenti segreti e quindi di nascondere la verita' agli occhi dei contemporanei. Questo per me e' il passo avanti piu' grosso visto che preclude a se stesso la possibilita' di nascondere le proprie azioni e al contempo impone a tutta la sua amministrazione una certa etica e una certa limpidezza. Insomma niente male come inizio.

E tornando alle croci, ecco un po' di dettagli...ora riguardandole mi sembrano trite e prive di significato; ovvie. Ora che il cielo e' grigio e non c'e' la forza vitale del sole e dell'aria tiepida mi paiono solo icone spoglie di storie vecchie e banali. Ma so che non lo sono.

mercoledì 21 gennaio 2009

I 10 BALLI DI OBAMA

e' finalmente l'ora per il nuovo presidente di andare a letto, dopo essersi trascinato sempre piu' stancamente a 10 balli tenutisi a Washington stasera. Mi faceva venire in mente il film THEY SHOOT HORSES DON'T THEY? con Jane Fonda, dove lei e il suo partner partecipano ad un concorso a chi balla piu' a lungo che diventa una lotta di sopravvivenza per i partecipanti sfiniti dopo giorni in piedi e in pista. Allo stesso modo gli Obama appaiono smorti e barcollanti gia' alla quarta apparizione, la loquacita' di Barak smorzata dalla stanchezza, fa fatica a parlare, ha quasi la capacita'linguistica di un ubriaco, con la bocca impastata, le lunghe pause, il filo del pensiero annodato, ma non ci sono dubbi che e' solo stanchezza. La faccia di Michelle e' una maschera rigida di sfinimento e con il passare dei balli la sua postura assume un'aspetto ingobbito, non oso pensare come stiano i suoi piedi, in scarpe con tacchi da stamattina.

Sono le 9:50 in California e le 12:50 nella costa Est (in Italia e sul mio orologio sono le 6:50 di mattina) quando finalmente arrivano alla fine del 10 ballo e la visione del letto li ringalluzzisce un tantino, Barak bacia la moglie ripetutamente sulla guancia, e questo scocca un tantino questa spettatrice non abituata alla visione affettuosa di un presidente verso la propria moglie.
Devono ancora arrivare a casa, ora la Casa Bianca, dove una serie di camion stamattina hanno vuotato gli appartamenti presidenziali della roba dei Bush per rimpiazzarla con quella degli Obama, tutto in 4 ore. Troveranno gli spazzolini da denti? La camicia da notte? A che ora mettono la sveglia? Sono stati per ore sotto lo scrutinio della gente, cosa dicono nei pochi momenti di intimita'? Come si stenderanno nel loro letto, in una nuova stanza, al nuovo indirizzo della Casa Bianca? Sicuri che domani inizia un lavoro che non prmette riposo, che non permette passi falsi, che sono gia'sul piedistallo e possono solo rimanere li' o cadere.

Non vorrei essere al loro posto onestamente, ma Barak Obama non e' li' per fare bella figura, e' li' per fare un buon lavoro perche' pensa onestamente di poterlo fare. Lo si capisce per come ha reagito quando il Chief Justice Roberts ha sbagliato a dargli le parole del giuramento, lo ha interrotto rompendo il ritmo delle sue parole, e invertendo l'ordine di quelle che seguivano, e Obama ha seguito gli input obbediente cercando di salvare il salvabile, senza fare la spocchia perche' conosceva il testo corretto mentre il giudice -che poteva portarsi dietro il testo invece di creare una situazione imbarazzante per entrambi- aveva fatto confusione. Con un sorriso pieno di grazia a fatto finta di niente e ha sostenuto il giudice come un giovane sostiene un anziano che cammina traballando, fermo, sicuro, rassicurante. Sono in questi dettagli che si vede il carattere e sono questi dettagli che mi fanno credere che possa essere un ottimo presidente.

I dettagli sono infiniti e la giornata e' stata un bombardamento televisivo della coppia presidenziale, tanto che una e' anche un po' stufa di questa alluvione medianica. Il mondo li ha visti ed ha gioito per loro, ora andiamo tutti a riposare prima che inizi il domani.

martedì 20 gennaio 2009

ALTRE CROCI, E LA SPERANZA IN OBAMA

Sono tornata alle croci oggi, per vederne i dettagli. La luce era crudele, tagliente e limpida come la verita' e faceva male agli occhi, ma per paura di non aver altre occasioni (ho imparato la lezione finalmente) ho scattato ugualmente.

Sono su un mac in un'altra casa oramai sono una zingara del computer e non so se riusciro' a scaricare la foto ma volevo raccontare dei dettagli di questa installazione che si chiama " Le croci di Lafayette". Con la colonna sonora delle macchine che passano sull'autostrada adiacente ho visto i memorial di quelli che sono morti stupidamente in questa guerra idiota. Croci coperte di fiori o di frutta di plastica: specchietti e pezzi di vetro come le vetrate di Chartres, con scritti i nomi del soldato morto, con su scritto in memoria di ... e senza nome o semplicemente bianche ed anonime, quasi piu' significative nella loro universalita'. Una aveva una madaglietta militare appesa, un'altra un paio di quanti di lana, una sciarpa avvolgeva una terza. Piu' addietro un elmetto e alcune croci riportavano le foto del giovane soldato, generalmente nativo della zona perche' questo non e' un monumento nazionale, e quindi soli pochi soldati hanno un riconoscimento personalizzato dalla loro famiglia. Gli altri, quelli di altri stati o citta' rimangono anonimi, per adesso. Certo e' che guardare le poche foto di questi ragazzi e pensare come erano stupidamente morti commuoveva specie in una giornata cosi' bella, tiepida, sensuale. Insisto a chiamare questa guerra stupida perche' molte guerre sono stupide, specie per una donna. Gli uomini insistono a trovare scuse per farle, a dare significato alle loro azioni inventando parole come onore, valore, gloria e patria, ma per le donne e' solo il ricordo del parto e del legame fisico con la loro propria carne che viene strappata da loro e imolata per questi valori che non comprendono, che non comprenderanno mai perche' fra la carne e la guerra non ci puo' essere un legame di nessun tipo. Sono come olio e acqua, polo negativo e positivo, sole e ghiaccio; incompatibili.
Questa poi e' piu' stupida delle altre perche' non ha nessuna ragione di essere. Ma non ci voglio neanche entrare perche' questa e' roba vecchia.

Invece voglio raccontare della speranza in Obama. Un'amica al momento in Australia mi dice che e' incredibile come il nuovo presidente stia ispirando anche loro "giu' sotto". Sappiamo come il nostro partito Democratico di Sinistra abbia stampato cartelloni con Obama dopo la sua vittoria alle urne, proclamando la nascita di una nuova era. E gia' la sentivamo nei nostri cuori, sollevati dal timore che vincesse nuovamente il conservatismo piu' ottuso e catatonico, dubbiosi che un paese notoriamente razzista come gli USA potesse votare un Nero al seggio piu' alto. E quindi e' gia' un segno enorme questa elezione, e' gia' un passo avanti che questa umanita' ha fatto nei confronti della sua storia ciclica, raramente illuminata da parole messianiche di rinnovamento e speranza. E ora sotto i nostri occhi ecco apparire un'altro oratore carismatico che dice cose vere e quindi spaventose. E tutti quelli con cui ho gioito della vittoria covano il timore della perdita precoce di questo coraggioso messia, senza pensare che il loro sacrificio, che la loro immolazione e' quasi parte del pacchetto che ci permette di fissarli nella storia come visionari. In ogni caso, che lo facciano fuori o meno, a mio avviso il passo storico e' gia' stato fatto e mi domando con angoscia e vergogna, se non sia quasi meglio, per il simbolo, di venir fatto fuori prima di deludere, rimanendo una possibilita' di perfezione che per ragioni esterne non si e' potuta realizzare...ma sempre possibilita' era.

Ma non lo spero che lo facciano fuori, non lo spero proprio. Invece vedo come sta ispirando la gente che ha bisogno di ispirazione in questo scuro momento storico. Qui la TV e' piena di lui. A Washington, la vista aerea bianca del Mall e del bianco monumento a Lincoln e' nera di teste e cappotti, di folla e di gente che incurante del freddo birbone che c'e' sulla costa est di questo continente, si accalca per poter dire un giorno : io c'ero., ero li' per l'insediamento del Primo presidente nero della storia Americana.

E non so voi ma a me fa un grande effetto essere presente a questo evento. Mi da gioia vedere con i miei occhi la Storia che accade intorno alla mia vita. E' vero che la Storia accade ogni giorno ma in molti aspetti e' spesso la ripetizione di altre storie precedenti, mentre ogni tanto nuovi e brillanti eventi ci portano un passetto piu' avanti.

Per me sono queste le occasioni che rendono la monotonia quotidiana sopportabile, la vita tollerabile.